La montagna incantata

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Poema Sinfonico liberamente ispirato all’opera letteraria ‘La montagna incantata’ di Thomas Mann

di Giacomo Roghi

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Poema Sinfonico liberamente ispirato all’opera letteraria ‘La montagna incantata’ di Thomas Mann

di Giacomo Roghi

L’opera musicale “La montagna incantata” di Giacomo Roghi, dalla durata approssimativa di 9’ 30”, reca come sottotitolo “riflessione musicale sull’opera letteraria di Thomas Mann”, il che chiarisce immediatamente, a colui che leggerà la partitura, l’intenzione che il compositore ha di restituire in ambito musicale quello che è uno dei più grandi lavori della storia della letteratura ossia “Der Zauberberg” (tradotto in italiano “La montagna incantata”) di Thomas Mann.

Per quanto sopra possiamo dunque classificare questo lavoro come un poema sinfonico per orchestra di fiati. Troviamo in esso tutti gli elementi che ci permettono di nominarlo tale; infatti si definisce poema sinfonico “…una composizione per orchestra in un unico movimento, che si ispira a un programma extra-musicale come un’opera letteraria, un quadro, una filosofia o una leggenda, sviluppando musicalmente l’idea poetica attraverso le risorse espressive dell’orchestra…”.

In sostanza il mio è un esempio di trasfigurazione in musica di un’opera letteraria, della quale riprende il titolo, rientrante così nell’ambito della musica a programma, genere musicale molto diffuso a partire dal XIX secolo, inizialmente in Europa e successivamente in tutto il mondo.

Prendendo spunto dal teatro di Wagner e dalle successive opere ho prediletto l’utilizzo dei leitmotiv, ossia temi ricorrenti che aiutano l’ascoltatore ad identificare immediatamente un personaggio, una situazione o uno stato emotivo.

Quest’opera si può suddividere in quattro parti: la prima racconta l’arrivo di Hans Castorp al sanatorio di Davos e la contrazione della tubercolosi da parte dello stesso; la seconda descrive i personaggi più caratteristici che Hans Castorp trova nel sanatorio, in ordine: il cugino Joachim Ziemsen, Leo Naphta e Lodovico Settembrini (in questa parte Naphta e Settembrini avranno dei dibattiti molto violenti che culmineranno con il suicidio di Naphta); la terza descrive l’innamoramento di Madame Chauchat da parte di Hans, amore che non viene ricambiato; intanto Peeperkorn esercita la sua influenza carismatica su Madame Chauchat e su Hans, che sarà costretto a combattere con i suoi sentimenti; la quarta parte è una ripresa dei primi temi, ma descritti in una chiave diversa; infatti descrive il viaggio di ritorno dal sanatorio di Davos ad Amburgo, città dalla quale viene Hans, che è costretto a tornare a causa dell’inizio della grande guerra.

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